Luca Fornai

Da appassionato a “disegnatore” del Palio

E’ quello che si definisce un signore d’altri tempi, ma per il Palio Marinaro è un autentico artista, uno che con pochi tratti di matita riesce a descrivere e a far vivere gli angoli della Livorno marinara. Luca Fornai non lo conoscono in tanti, nell’ambiente del Palio. Sicuramente è meno noto dei timonieri e degli atleti, ma anche degli organizzatori. Eppure il suo è un contributo davvero speciale, che ogni volta si rinnova e si rafforza. I suoi “volantini“, che iniziò a diffondere quasi per gioco, per scherzo, ora sono strumenti indispensabili per la conoscenza delle statistiche e delle curiosità, e sono tante, che stanno attorno al Palio. Ecco perché una chiacchierata con lui è l’occasione buona per per mettere a fuoco certi argomenti e per discutere di aspetti mai trattati a che fanno parte a pieno titolo del Palio Marinaro.

Ma di motivi per carpire quattro parole da Fornai ce ne sono davvero molti: un altro è squisitamente personale e sta tutto nella sana invidia che proviamo nel vedere una persona che riesce a disegnare così bene. Sarà per quella nostra innata capacità di non saper disegnare neanche copiando da una rivista con la carta carbone, o di non riuscire a mettere su un foglio due segmenti paralleli, neanche con riga e squadra, ma quest’uomo è davvero da esplorare, visto che non è una persona banale, uno che si esprime a forza di luoghi comuni. Avere a che fare con lui non è neanche semplicissimo. Non certo perché ha un caratteraccio (sarebbe falso oltre che ingiusto dirlo) ma perché la parola intervista non gli fa brillare gli occhi. Tutt’altro. Tanto da resistere per almeno un paio d’anni al nostro”corteggiamento”, respingendo molto gentilmente le “avances”: «No, guardi , non sono tipo da interviste – diceva Fornai – meglio lasciar perdere. Se vuole una mano, però, gliela do volentieri. Non so, un paio di disegni, per la pubblicazione del Palio Marinaro non avrei problemi».

E stavolta, invece, arriva anche il momento del “faccia a faccia”. Malgrado queste resistenze, galeotta fu una cena e chi la organizzò, cioè il comitato della Coppa Barontini. E trovandosi di fronte davanti a un buon piatto di pasta (diciamo la verità, anche questo piazzamento al tavolo è stato un po’ premeditato), il ghiaccio pian piano si è sciolto. Chi è, insomma, Luca Fornai? «Un livornese», risponde lui. Basta Così? No di certo. Perché la sua opera, come abbiamo anticipato, si compone di una serie di “volantini” disegnati in grado di tracciare una ricostruzione molto fedele di ciò che è stato il Palio Marinaro anche negli anni passati. Il primo di questi lavori uscì nel marzo del 1983, e per parecchio tempo i volantini di Fornai furono presentati come informazioni ai cittadini edite dalla sezione nautica di Antignano.

Perché Antignano? «Perché ormai è diventato il mio Rione. Ho lavorato fuori da Livorno per molto tempo. Poi, una volta andato in pensione e tornato in città, mi sono messo a cercar casa e l’ho fatto nella zona di Livorno che più mi piaceva, cioè vicino al mare. E’ così che Antignano è diventato il mio Rione». Ma perché quelle informazioni sui volantini, che ormai sono diventati diffusissimi? «Semplicemente perché avevo voglia di fare qualcosa per la città. Sapevo che in città esiste il Palio Marinaro: quale occasione migliore per rendermi utile? Ecco, quindi, che ho iniziato a lavorare per queste gare remiere». Ma 11 anni fa, quando uscì il primo volantino, avrebbe mai pensato di continuare questa attività fino ad oggi, e chissà per quanti anni ancora? «Assolutamente no. Iniziai col disegno del Minipalio 1983, poi toccò alla Risicatori dell’anno, e dietro a queste pagine c’era una sorta di bollettino dedicato all’Antignano e a tutto quello che succedeva in cantina. Segno, quindi, che non voleva essere qualcosa rivolto a tutta la città. Poi, però, col passare del tempo, iniziai a numerali, questi fogli. E così quello del marzo 1983 diventò il numero 1, quello sulla Risicatori il numero 2 e così via».

Oggi siamo arrivati al numero 57. Significa che questo tipo di volantini ha preso davvero piede, che la gente ora li attende, ogni anno… Fornai ci pensa un po’. Poi alza la testa e improvvisamente afferma: «Eh, ma non sarà mica un’intervista? Guardi che se scrive qualcosa io poi smentisco tutto», e giù una bella risata. Ma la penna a china più famosa del Palio Marinaro continua: «Sinceramente non credo che i miei lavori siano indispensabili e così importanti per il Palio. Ma è un contributo, principalmente alla mia città. Una città che mi piace e che vedo cadere sempre più in basso, ogni giorno di più. Per questo voglio continuare a fornire questo mio piccolissimo, modesto aiuto al Palio». Lei parla di una città che cade sempre più in basso. Significa che del passato ha ricordi migliori, sempre restando in tema di Palio. Quali? «Devo dire la verità. Una volta tornato a Livorno, non è che la vicinanza con gli ambienti del Palio mi abbia indotto a disegnare questi volantini. Casomai il contrario: è con questi disegni che mi sono avvicinato al Palio. Del passato, comunque, ricordo ad esempio la vittoria di Antignano nel Palio del 1954. Un episodio un po’ particolare, visto che poi Antignano non ha più vinto».

Ed è una vittoria che si ritrova proprio nel primo volantino della serie, nel quale è disegnato il vecchio gozzo vincitore del Palio ’54 che la sezione nautica nero-bianca portò nella propria cantina e restaurò una decina di anni fa. Ma in 57 disegni di altri particolari da citare ce ne sono tantissimi. Il fatto, poi, che siano riuniti in un’ottima raccolta attribuisce ancor più valore a questi lavori. Fornai riesce davvero a ricostruire gli angoli più caratteristici della città. E gli bastano pochi tratti di matita. Nascono così riproduzioni perfette della torre della Meloria, della terrazza Mascagni, della diga della Vegliaia o del faro di Livorno. Ma anche i fossi Medicei e altri spicchi della città, che costituiscono punti di riferimento importanti per le gare remiere: i ponti che uniscono le strade livornesi che si snodano lungo i fossi, i palazzi più belli, le caratteristiche strettoie che costellano il percorso della Coppa Barontini, il rimessaggio delle barche alla Fortezza Nuova.

Da undici anni a questa parte, però, i tempi sono cambiati in tutti i sensi. E questi disegni sono diventati patrimonio della città, tanto che al simpatico polipetto, simbolo e mascotte della sezione nautica di Antignano, si è aggiunto sui volantini anche lo stemma della città di Livorno. E che dire, poi, del lavoro di ricerca che sta alla base della elaborazione di certi volantini? Nel corso degli anni, non sono mancati importanti notizie sulla storia del Palio Marinaro. Una su tutte, la ricostruzione dell’assegnazione del cosiddetto “triennale“, cioè il trofeo del Palio, che viene vinto dai rioni che vincono il Palio per tre volte, anche non consecutive. Un meccanismo che in molti non hanno ancora capito e che Fornai ha spiegato benissimo, con un disegno che anche noi abbiamo voluto pubblicare. Ma non è stato facile andare a scoprire dove fossero finiti quei trofei. E qui Fornai svela anche un piccolo aneddoto: «C’è stato da tribolare parecchio prima di trovare i vecchi trofei. Figuriamoci che uno di questi trofei l’ho trovato sotto il banco di un bar, completamente arrotolato. Non dico ovviamente Rione che l’aveva vinto, non sarebbe giusto».

Eppure quelle ricerche sono importanti e hanno un valore fondamentale per tutte quelle persone (noi compresi) che magari non ricordano il tempo impiegato dal Venezia nel Palio dell’ 84 o quello del Pontino nella Barontini del 1990. Già, perché dal 1983 ad oggi esce, ogni anno, anche un volantino che contiene anche i risultati ed i tempi di tutte le gare remiere, da quelle dei seniores agli Under 18. Ma attenzione: non si tratta solo di disegni “utili” a chi li consulta per cercare i tanti dati e i tanti particolari che contengono. Fornai fa segno di non esagerare quando gli diciamo che tutte le spiegazioni sullo stile di voga, su che cos’è uno “stroppolo” (la corda che fissa il remo allo scalmo), sulla differenza fra le barche di ieri e quelle di oggi, costituiscono un ottimo strumento di conoscenza e di diffusione del Palio, qualcosa che arriva anche ai non addetti ai lavori e che rende questa manifestazione più conosciuta: «Ma la mia – dice – vuole essere solo una piccola spinta. Sono gli organizzatori, con la loro grande fatica, che fanno la gara, non certo io».

Un lavoro quello del buon Fornai, che deve essere uno stimolo agli organizzatori e alla città intera. Da molto tempo ormai si sente parlare dell’esigenza di una sede per le gare remiere e di un archivio dove possono essere conservate vecchie foto, immagini, ogni tipo di materiale che riguarda il Palio Marinaro e dintorni. Lo sforzo di persone come Luca Fornai deve insegnare qualcosa. E’ uno sforzo che fa di Luca Fornai, appassionato di mare e di disegni, un personaggio del Palio. «Ora il Palio lo seguo con grande interesse, ogni anno vado alla terrazza e non me lo perderei per nessuna ragione, così come le altre gare remiere. Sono stato contagiato, che cosa posso farci? E si ricordi – dice prima di salutarci, sempre col solito sorriso sulle labbra – questa non è un’intervista».

Intervista di Luciano De Majo del 1994

La Terrazza Mascagni

Goditi il Palio dalla Terrazza Mascagni

Un’enorme scacchiera sul mare.
Uno scenario suggestivo, che regala un panorama mozzafiato sul profilo delle isole dell’arcipelago toscano e della Corsica.
Simbolo del rapporto schietto e vitale che da sempre lega la città di Livorno al mare.

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La Darsena Nuova

La Giostra dell’Antenna nel cuore di Borgo Cappuccini

La Darsena Nuova, o Darsena del Cantiere, racchiude lo specchio d’acqua di fronte agli Scali Novi Lena, nello storico quartiere di Borgo Cappuccini. Insieme al Porto Mediceo, alla Darsena Vecchia, al bacino Cappellini e al bacino Firenze, compone il complesso del Porto Vecchio di Livorno.

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