Carlo Braccini
Lo scrittore del Palio
Carlo Braccini nasce a Livorno il 28-09-1956. Fino all’età di 50 anni abita nell’ex Rione Avvalorati incorporato fin dal 1958 dal Venezia ovvio,quindi, il suo tifo per i rosso-bianchi. «Perché non esiste più il mio Rione – ha da dire Carlo – se no la musica cambiava. Me la sento sempre addosso la mia Avvalorati e negli anni ’90 riprovai, senza successo, a rifondare la vecchia cantina».
Fin da bimbo, come del resto quasi tutti i suoi coetanei, schiamazzava per le vie della città con la bandiera rosso-bianca in mano e il Palio lo cominciò a prendere maledettamente sul serio. A differenza degli altri ragazzi, volle sapere le origini del Venezia, poi dell’Avvalorati e via, sempre più su.
Cominciò a diventare sete, una sete senza fine. Sui banchi di scuola, all’insaputa dei professori, scriveva date, personaggi, albi d’oro e tutto quello che si ricordava sui quaderni tanto che i compagni di scuola gli attribuirono il soprannome di “fissato veneziano“. Cominciò a raccogliere fotografie del Palio portando avanti anche una bellissima raccolta di cartoline d’epoca di Livorno lasciatali da suo padre. Leggeva, divorando, tutto ciò che riguardava la sua città, in particolar modo il Palio Marinaro. Nel 1998, ebbe la soddisfazione di veder pubblicato il suo libro: “Storia e Immagini del Palio Marinaro“.(Editrice l’Informazione di Corrado Nocerino) nonché il piacere di essere presente, con un libretto: “Il Rione San Giovanni e la sua attività remiera” nel catalogo dei beni culturali livornesi.
Allestitore di tre mostre che hanno avuto come tema Livorno e il Palio, Carlo ha scritto molti articoli su “Livorno non Stop” e “Eurobudget“. Invitato a parlare di Palio in radio cittadine e nelle scuole superiori, non disdegna di rispondere su Facebook, alle più disparate domande sulle nostre gare da amici e persone popolari. Adesso, il nostro scrittore si è superato avendo scritto sui loro siti le storie, dalla loro nascita fino ad oggi, delle seguenti sezioni nautiche: Venezia, Borgo Cappuccini, Ardenza, Pontino San Marco, Ovo Sodo, Salviano, Magenta, Fabbricotti e San Jacopo.
«Ricordo quando mi telefonò Gigi Suardi, il presidente carismatico del Venezia – dice Carlo – vieni in cantina che ti devo parlare. Siccome io e Otello dobbiamo scrivere un libro sul Venezia – mi disse Gigi – la nostra storia sul sito la scrivi te. Mi sentì orgoglioso, fiero. Io dovevo scrivere la storia del Rione più storico e blasonato. Non so se sono all’altezza – dissi a Gigi – lo sei – rispose il presidente – se no non ti avrei chiamato». Gigi ci aveva visto dentro veramente. La storia rosso-biancha, scritta da Carlo risulterà, su Net Parade, una delle storie più lette d’Italia tra la felicità dei rosso-bianchi. Ma non è tutto, il nostro scrittore ha pubblicato su un suo sito: “La Storia delle sezioni nautiche non più esistenti“. Un lavoro che sta avendo successo nel mondo remiero labronico e non solo. Siamo sicuri che Carlo ci riserverà altre sorprese. Non ci resta che fare un augurio al nostro scrittore: Prua al vento vecchio scribacchino.