Fabrizio Mori

Rione Ovo Sodo

Rioni

Benci Centro - Magenta

Rione Salviano

Rioni

Colline - Coteto - Salviano - Stazione

Vogatore del primo Palio vinto dal Salviano e Ovo Sodo

Sono nato nella nostra bella Livorno il 14/10/1964 in un quartiere cosiddetto “terraiolo”, in gergo “Paliesco”, alla Cigna. Dopo aver praticato vari sport da piccolo atleta (salto in alto), minibasket e ciclismo i medici sportivi dell’epoca mi indirizzarono a fare nuoto a causa di una lieve forma di scoliosi. A 15 anni un mio compagno di banco dell’ITI faceva canottaggio e tutti i giorni mi parlava con orgoglio delle bellezza di questo sport. Ricordandomi di quando mio padre mi portava tutti gli anni a vedere la Coppa Barontini, ero anch’io affascinato da questo sport.

Ho praticato canottaggio per vari anni con buoni risultati, varie vittorie e qualche convocazione in Nazionale. Avrei potuto togliermi grandi soddisfazioni, ma non posso divulgarmi troppo. Essendo all’epoca il Palio rionale (ogni atleta dove vogare per il rione in cui abitava) andai giovanissimo nella cantina del mio quartiere: il Sorgenti-Corea-la Cigna all’epoca allenata da Orfeo Mattei detto Peo il quale stravedeva per me. Una volta mi ricordo che dopo un’uscita in barca, avevo 17 anni, ruppi un remo in allenamento (sia chiaro, era marcio perché i remi se sono nuovi non si rompono) e in quell’occasione esclamò: “E ruzza il bimbo!”. Avendo voglia di vincere e non essendo il Sorgenti attrezzato per farlo, fui notato da un guru del Palio: Umberto Marconcini detto Uccellino il quale mi convinse ad andare a gareggiare per l‘Ovo Sodo nei dieci remi.

Nel 1984, a 20 anni, vinsi il primo storico Palio dei bianco-gialli con un equipaggio fortissimo di cui facevano parte vari campioni italiani di canottaggio, un campione del mondo, Marco Marconcini, e un campione di pugilato dei pesi massimi, Roberto Sammuri. Vincemmo con Uccellino al timone, un uomo di circa 90 kg. (Scrisse il cronista: “ … il Benci Centro è riuscito nella sua impresa alla maniera forte malgrado Venezia ed Ardenza non fossero certo in vena di fare regali. Venezia, in particolare, voleva la vittoria per entrare nella leggenda con tre gare vinte in un’unica stagione. Ma l‘Ovo Sodo volava letteralmente sul mare davanti alla Terrazza Mascagni e lo si è visto con quel 9’21”6 che costituisce il nuovo record della gara”.

Nel 1985 la stessa ciurma pensava di rivincere facile, ma non ci allenammo molto e arrivammo secondi al Palio. Nel 1986 partii militare e nel 1987, da buon livornese vogatore e letione, ebbi dei dissapori con la cantina dell’Ovo Sodo e quindi fui ingaggiato dal Borgo Cappuccini sotto la guida di Mauro Leonardini e successivamente da Piero Costanzo. Dal 1987 al 1989, solo piazzamenti con il Borgo, sempre secondi o terzi. Altra letiata, sempre da buon livornese. Nel 1990 approdai al Salviano dove, con l’altrettanto bravo allenatore e preparatore, Nilo Bitossi, vinsi il primo Palio anche con il Salviano. Ho questo piccolo record insieme a Claudio Filippi (compagno anche nel canottaggio) abbiamo vinto il primo Palio nella storia di due rioni: Ovo Sodo e Salviano permettendo a queste due cantine un futuro di soddisfazioni.

L’equipaggio del Salviano vincitore del Palio 1990: timoniere Roberto Cipriani, Alessandro Bitossi, Massimo Soriani, Igli Bitossi, Claudio Becuzzi, Claudio Filippi, Franco Filippi, Alberto Perini, Paolo Fiordi, Fabio Perugini, Marco Burresi, Umberto Bedini, Fabrizio Mori, Giacomo Rolle, Stefano Quercioli, Alvaro Dovicchi. Ho smesso a causa dell’ernia al disco nel 1991, ho ritentato nel 1998 e nel 2000 ma a causa del mio caratteraccio fui costretto a desistere. Attualmente mi allenicchio per smaltire qualche cena di troppo nella cantina dell’Ovo Sodo o in compagnia di un vecchio rivale di voga, il veneziano Pierone Tarquini perché: in gara “coltello fra i denti” ma dopo, tutti amici consapevoli di aver condiviso tante fatiche insieme per l’amore di questa tradizione che incarna il vero spirito di livornese doc.

Articolo di Fabrizio Mori 16/03/2017

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